Sereno è...
Accorgersi del tempo che passa attraverso lo scorrere delle stagioni:
LA PRIMAVERA. Ti rendi conto del suo arrivo quando ti prende un irrefrenabile desiderio di calzare le scarpette e di andare ad arrampicare al primo tiepido sole. Il piacere di sentire la ruvida roccia sotto le dita mentre trovi più o meno minuscoli appigli. Sei in sosta mentre aspetti il compagno, un alito di vento ti accarezza, guardi in cielo e vedi bianche nuvole che giocano a rincorrersi. La cima. Felice ti avvii a scendere per il sentiero che si insinua nella vegetazione dipinta di un tenue color verde pastello.
L'ESTATE. La pienezza del tempo. La maturità, l'ebbrezza che ti pervade nel salire in alto, sempre più in alto, con l'aria che si fa sottile, il cuore che batte forte. il cielo che diventa blu cobalto. Ti scopri piccolo nell'immenso e nell'incommensurabile, eppure grande, realizzato.
L'AUTUNNO. Finalmente le prime terse giornate con il tempo ora stabile. La magia del bosco con le sue calde pennellate di rosso, di giallo, di arancio, di ocra che ti prendono la vista sino a stordirti. Le castagne mature. Di fondamentale importanza nell'economia passata dei contadini di bassa montagna fino a diventare coltura.
L'INVERNO. Il riposo della vegetazione. Il bianco manto di neve che tutto compre modificando la geometria delle cose, tracciando nuove linee, più morbide ed arrotondate. Il bello di mettere ai piedi gli sci stretti e percorrere lunghe distanze tra boschi, radure, falsipiani e declivi, contento ed ebbro di aria "inghiottita" ad ettolitri. E poi anche il picozzare e ramponare su a salire cascate di ghiaccio, le cattedrali dell'effimero. E ti accorgi quanto fascino sprigiona la natura aspra e selvaggia nella stagione del freddo e del gelo.
Incontrare per caso camminando un contadino nella baita, mentre ti fa il caffè ti parla della sua vita, ed incredibilmente lo scopri amico come so lo conoscessi da chissà quanto tempo. Apprezzare la calda accoglienza del rifugio, la sera mentre ceni e scherzi con i compagni d'avventura e intanto una sottile tensione ti pervade e ti rammenta che l'indomani sarà una salita impegnativa.
La vetta del monte. L'emozione di vedere il mondo dall'alto, immaginare laggiù un'umanità che corre freneticamente e...
...avvertire la presenza del Divino
Gianpiero Fusani